“Diversamente”
Ciclo di letture e proiezioni
Aprile – Maggio 2008 Società Umanitaria Cineteca Sarda
Martedì 15 aprile 2008
ore 20.00 Raoul Damonte (Copi) “Loretta Strong” letto da Giselda Castrini
mise en espace Marco Nateri, video Cristiano Sorrentino, pianista Valerio Carta
ore 20.45 Stephan Elliot “Priscilla, la regina del deserto” film 1994 diretto da Stephan Elliot
Raul Damonte, in arte Copi ( 1944-1987), è autore drammatico, attore e disegnatore. Argentino di origine italiana, si trasferisce giovanissimo a Parigi, dove ottiene presto successo come ideatore del fumetto "Donna seduta". Inizia a occuparsi di teatro dagli anni Sessanta, ma il suo primo successo arriva nel '68 con "Giornata di una sognatrice", esempio di surrealismo quotidiano. Irriverente e poetico, capace di ridere di tutto (persino della sua malattia e morte annunciata per Aids), Copi stempera l'angosciain gag, tratta temi gravi con distacco derisorio e fulmineo. Influenzato notevolmente dal teatro dell'assurdo del novecento la sua drammaturgia comprende: "Eva Peron" (1970), " L'omosessuale o la difficoltà di esprimersi" (1971), "Le quattro gemelle" (1973), "Loretta Strong" (1974), "La piramide" (1975), "Il frigo" (1983), "La notte di madame Lucienne" (1985).
Martedì 22 aprile 2008
ore 20.00 Hervè Guibert “Io e il mio valletto” letto da Alessandro Valentini
ore 20.45 Hervè Guibert “Prima che sia notte” film di Julian Schnabel
Hervé Guibert: ”Non verrò a morire tra le vostre braccia” Era bellissimo, fu amico intimo di Focault, morì troppo presto di AIDS. Passò come una scheggia angelica scompaginando il panorama emotivo e non solo della letteratura francese. Hervé Guibert, scrittore ormai di culto in Francia, autore di diciotto libri e giornalista di Le Monde, ucciso dall'AlDS a trentasei anni, nel 1991, stesso anno di morte di Frederick Bulsara, l'insuperabile Freddie Mercury. In Italia, in quegli anni, è arrivata una rapida ondata di pubblicazioni guibertiane, per lo più legate all'AlDS, «Scrivere nel buio? Scrivere fino all'ultimo?
Farla finita per non arrivare alla paura della morte?». Romanzesco e diaristico, erede talentuoso della grande tradizione del Journal, da lui rinnovata attraverso libri in fascinoso equilibrio tra invenzione immaginifica e confessione intima. “Io e il mio valletto” è la storia di un ottantenne ricco succube del suo servitore. Un piccolo gioiello di economia narrativa, scritto in viaggio, datato e firmato «Kyoto -Anchorage- Parigi, gennaio-febbraio 2036», quando lo scrittore, trentenne dal corpo decrepito, avrebbe avuto l'età del vecchio protagonista bisognoso di cure, innamorato e dominato da un sadico, impertinente valletto.
Venerdì 2 maggio 2008
ore 20.00 Jean Genet “Il pescatore del suquet” e “Il condannato a morte” e “Il funambolo” letto da Maurizio Mezzorani
pianista Valerio Carta
ore 20.45 Jean Genet “Chant d’amour” film del 1950 Direttori della fotografia sono Jacques Nateau e Jean Cocteau
ore 21.15 Jean Genet “Mademoiselle” film con Jeanne Moreau Regia Tony Richardson
Jean Genet (Parigi, 19 ottobre 1910 – Parigi, 15 aprile 1986) è stato uno scrittore, drammaturgo e poeta francese, fra i più discussi del Novecento.In lui la vita e l'opera d'arte si intrecciarono profondamente al punto da rendere difficile la distinzione tra episodi inventati ed esperienze realmente vissute dall'autore. Il trionfo di questo atteggiamento è l'autobiografia romanzata del Diario del ladro (1949), in cui Genet racconta la storia di un se stesso ladro, omosessuale e "marginale" mentre vagabonda lungo l'Europa degli anni trenta.Il carcere, la vita di strada, l'attrazione per marinai e "guappi" dei bassifondi sono una costante della sua opera. Con Querelle de Brest, poi portato sullo schermo da Fassbinder, Genet ha fissato per sempre il mito omoerotico del marinaio.Nei suoi romanzi e nei drammi bene e male si intrecciano e si completano e l'erotismo, filtrato da un desiderio mai nascosto, si esprime in personaggi ambigui, violenti e a volte corrotti. Anche se non son sempre belli, gli uomini votati al male possiedono le virtù virili.
Martedì 13 maggio 2008
ore 20.30 Rainer Weiner Fassbinder da “Il soldato americano” e altri, letto da Cristina Maccioni
pianista Valerio Carta
ore 21.15 Rainer Weiner Fassbinder “Katzelmacher” film del 1969
Rainer Werner Fassbinder (Bad Wörishofen, 31 maggio 1946 – Monaco di Baviera, 10 giugno 1982) è stato un attore, regista, sceneggiatore e drammaturgo tedesco, uno dei maggiori esponenti del Nuovo cinema tedesco degli Settanta-Ottanta.Nasce a Bad Wörishofen, in Baviera, figlio di un medico, Helmut, e di una traduttrice, Liselotte. Dopo aver ricevuto nei primi anni di scuola un'educazione basata sui principi liberali di Steiner, prosegue gli studi ad Augusta e poi a Monaco.Nel 1964 lascia la scuola, dopo l'esclusione dalla scuola superiore di cinema di Berlino. Nel 1965 gira i suoi primi cortometraggi, Il vagabondo e Il piccolo caos. Già da questi due lavori emerge quel segno distintivo di molte opere del cineasta tedesco: l'atmosfera malinconica dei sobborghi di Monaco. Entrato nel gruppo dell'Action-Theater, dopo alcune interpretazioni, regie di scena e adattamenti, scrive un dramma, rappresentato nell'aprile 1968. Dopo il fallimento dell'Action-Theater, crea un nuovo gruppo, l' Antiteater. Ottiene il premio cinematografico evangelico e il premio Fipresci. Assume la direzione del Theater am Turm di il "premio Luchino Visconti" dei critici cinematografici italiani. Lili Marleen viene presentato al Festival di Venezia. Querelle de Brest, che sarà il suo ultimo film, suscita polemiche per la tematica omosessuale e circola in Italia solo in versione censurata. Muore per overdose, probabilmente un suicidio, nella sua casa di Monaco, a soli 36 anni. Il 14 giugno la televisione tedesca lo commemora trasmettendo alcuni suoi film. I funerali si svolgono il 16 giugno a Monaco-Perlach.
Martedì 20 maggio 2008
ore 20.00 Pier Paolo Pasolini da “Pasolini su Pasolini” di Jon Halliday da “Pier Paolo Pasolini” biografia di Nico Naldini da “Salò e altre ipotesi” Giovanni R. Ricci letti da Alessandro Pala
ore 20.30 il critico cinematografico presenta:
ore 20.45 Pier Paolo Pasolini “Salo’ o le 120 giornate di Sodoma” film del 1975
Nel 1922, l’anno in cui Mussolini va al potere, Pier Paolo Pasolini nasce, a Bologna. Dopo il liceo, s’iscrive alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, dove vive, scrive lo stesso Pasolini, il grande periodo dell’Ermetismo, studiando con Longhi. Delle privazioni, dei pericoli, degli amori omosessuali, degli incontri, degli anni vissuti a contatto con la natura, Pasolini racconta in diari, in scritti autobiografici, e in abbozzi letterari rimasti allora inediti. Pier Paolo con una tesi dal titolo Antologia della lirica pascoliana (introduzione e commenti). Finita la guerra, torna dalla prigionia del Kenia il padre, oramai reduce malato, avvelenato dalla sconfitta del fascismo, distrutto, feroce, tiranno senza più potere. Il ritorno del padre, la morte del fratello e il dolore sovraumano della madre rendono questo periodo il più tragico della sua vita. Il ’47 è l’anno della scoperta di Marx e della sua adesione al Partito comunista, Dopo un periodo d’insegnamento conclusosi con un processo per corruzione omosessuale e con l’espulsione dal Pci, nel 1949 Pier Paolo, fugge con la madre a Roma. Pasolini, anche con l’aiuto dell’amico Sergio Citti, uno dei ragazzi conosciuti in borgata con cui lavorerà fino all’ultimo, scopre il popolo della periferia: la Roma delle borgate che diverrà lo scenario dei suoi romanzi di maggior successo. Nel contempo, però, comincia a entrare in contatto con gli ambienti letterari romani, con gli scrittori e poeti Penna, Bassani, Caproni, Gadda e Bertolucci e con il gruppo di intellettuali che si riunisce intorno alle riviste, “Il contemporaneo”, “Paragone” e “Vie nuove”, partecipa attivamente a iniziative editoriali, a polemiche letterarie, pubblicando testi di vario tipo. Si accosta anche all’ambiente del cinema e con l’aiuto di Giorgio Bassani, partecipa alle prime sceneggiature cinematografiche: nel’54, per il film La donna del fiume di Mario Soldati; e l’anno successivo, assieme a Bassani, per Il prigioniero della montagna di Luis Trenker; mentre nel’57 collaborerà, come filologo per le battute in romanesco, alla sceneggiatura de Le notti di Cabiria di Federico Fellini.
Giovedì 29 maggio 2008
ore 20.00 Jean Cocteau “La voce umana” e altri, letto da Marta Proietti Orzella
video Cristiano Sorrentino, pianista Valerio Carta
ore 20.30 Jean Cocteau “Le parents terribles” film del 1957
Jean Maurice Eugène Clément Cocteau (Maisons-Laffitte, 5 luglio 1889 – Milly-la-Forêt, 11 ottobre 1963) è stato un poeta, romanziere e drammaturgo francese. Fu anche designer, regista, sceneggiatore e attore. La sua versatilità, la sua originalità e la sua enorme capacità espressiva gli portarono il plauso internazionale. Come leader del movimento surrealista ebbe grande influenza sui lavori di altri artisti, compreso il gruppo di Montparnasse, suo amico, conosciuto come Les Six. Tuttavia, malgrado il termine surrealismo fosse stato coniato da Guillaume Apollinaire per descrivere la collaborazione Parade di Cocteau, Erik Satie, Pablo Picasso e Léonide Massine, l'autoproclamatosi leader surrealista André Breton disse che Cocteau era un «noto falso poeta, un verseggiatore a cui capita di avvilire, invece di elevare, ogni cosa che tocca» (Breton, 1953). L'ultima relazione sentimentale di Cocteau fu col bell'attore francese Jean Marais, che scoprì e scritturò per La Bella e la Bestia. Nel 1940 Le Bel Indifferent, la rappresentazione di Cocteau scritta e scritturata per Edith Piaf, fu un enorme successo. Combatté contro la dipendenza dall'oppio per la maggior parte della sua vita adulta e fu un gay dichiarato, sebbene avesse avuto brevi e complicate relazioni con donne. Pubblicò una considerevole quantità di lavori di critica all'omofobia. I film di Cocteau, furono particolarmente importanti nell'introduzione del surrealismo nel cinema francese e influenzarono in un certo grado i futuri cineasti francesi della Nouvelle Vague. Cocteau è soprattutto conosciuto per il suo racconto Les Enfants Terribles, del 1929, la rappresentazione teatrale Les Parents Terribles, anch'essa del 1929, e il film La Bella e la Bestia, del 1946. Fu fatto membro della Académie française e della Acadèmie Royale des Sciences, des Lettres et des Beaux-Arts de Belgique. Nel corso della sua vita Jean Cocteau fu: Commander della Legion d'onore francese, membro della Accademia Mallarmé, della Accademia Tedesca (Berlino), della Accademia Mark Twain (U.S.A.), presidente onorario del Festival di Cannes, presidente onorario della Associazione Franco-Ungherese e presidente della Accademia Jazz e della Accademia del Disco. Morì colpito da infarto nel 1963 , poche ore dopo aver appreso la notizia della morte della cantante Edith Piaf, per la quale, tra l'altro, scrisse l'elogio funebre, e fu inumato nella cappella St. Blaise Des Simples in Milly La Foret, dipartimento dell'Essonne, Francia.